Gli impianti  eolici

  Sulle Madonie, nella zona occidentale della Sicilia, dove il vento soffia forte e costante, in un’area di 10 km quadrati, c’è un esercito di 100 giganti d’acciaio che muovono le loro lunghe braccia.

A  Monte Maggiore Belsito, un paese agricolo in provincia di Palermo, c’è l’impianto inaugurato nel 2006, su un crinale da cui si domina un panorama desolato e  selvaggio. Questa centrale da sola evita l’immissione nell’atmosfera di 25.000 tonnellate di CO2. Ogni aerogeneratore costa 500.000 euro, è alto 55 metri, il rotore ha un diametro di 52 metri ed è direttamente collegato a quella che viene chiamata ‘la navicella’, dove il movimento meccanico si trasforma in energia elettrica, e che si orienta automaticamente per migliorare al massimo il rendimento tramite sensori guidati da un computer. L’energia prodotta viene immessa in rete.

  In media la centrale lavora con un vento che ha una velocità da circa 7-8 metri al secondo (m/s) e conseguentemente  la produzione varia da 150 KW a circa 300 KW  di potenza. Con tale vento il numero di giri del rotore è pari a 23 giri al minuti (g/m).

  Ciascuno di questi aerogeneratori produce in un anno energia per 700 famiglie. L’Enel  ne possiede 300 su tutto il territorio nazionale, l’azienda privata più importante del settore ne ha invece 1000. Non c’è presenza costante di personale perchè il controllo avviene a distanza,  attraverso un  sistema di fibre ottiche. Perché l’impianto sia considerato produttivo il vento deve soffiare per almeno 100  giorni l’anno. Le possibilità per il nostro Paese non sono insignificanti dal momento che è attraversato in tutta la sua lunghezza dalla catena appenninica e a nord dalla catena delle Alpi. Inoltre sia le coste che le isole (come appunto dimostrano la Sicilia e la Sardegna) si prestano sufficientemente a coprire tale margine. Ma le tecnologie attualmente in sviluppo soprattutto nei paesi che ne hanno fatto più ricerca e pratica applicata, come la Danimarca, mostrano come questo limite non sia così rigido come lo si è voluto fare apparire per rallentare e praticamente tenere bloccata in Italia una delle tencologie più economiche e diffondibili con una gestione minima (basti pensare a quante aziende agricole e comunità montane in varie applicazioni avrebbero potuto sviluppare in autonomia la risorsa del vento insieme a quella fotovoltaica). La tecnologia utilizzata arriva soprattutto dalla Danimarca, dove ormai ben il 25% del fabbisogno elettrico nazionale è coperto dall’eolico. 

Ogni comune che ospita un impianto eolico può negoziare royalties sull’energia prodotta. Il comune di Montemaggiore Belsito, per esempio, incasserà l’1,5% degli introiti provenienti dalla centrale.

 

 

Casella di testo: Un Comune eolico
Energia eolica a Fossato di Vico (Perugina): fabbisogno per 2500 famiglie - Dal ’99  il fabbisogno energetico domestico del comune di Fossato di Vico (Perugia), circa 2500 famiglie, viene garantito da due macchine da 750 KW l’una, installate su due torri alte 50 metri con rotore tripala da 44 metri, ancora oggi le più grandi installate in Italia, uniche in Umbria. La notevole ventosità del monte Cima Mutali (situata nella sezione settentrionale della seconda dorsale dell’Appennino umbro marchigiano, a 1120 m. di altitudine) consente di raggiungere la produzione di 5 milioni di KWh all’anno, introdotti nel circuito nazionale. La produzione elettrica della centrale di Fossato di Vico ha evitato una immissione di 7.000 tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera, di 6 t. di biossido di zolfo e di circa 1 tonnellata di zolfo che sarebbero state prodotte da una centrale tradizionale per fornire la stessa quantità di energia. Un sondaggio a campione tra la popolazione di Fossato di Vico, comprendente abitanti dai 30 ai 60 anni, con vario titolo di studio, é stato svolto nel comune. Le opinioni raccolte da un sondaggio dimostrano una grande sensibilità verso lo sfruttamento di energia pulita e quasi unanime consenso alla presenza dell’impianto di Cima Mutali, tanto che la maggior parte degli intervistati é favorevole all’ampliamento della centrale. Circa una delle domande, se le due macchine eoliche installate deturpassero il paesaggio, l’88% ha risposto no.

——-----ApprofondimentiVari  impieghi produttivi dell’eolico

La Cina progetta centrali eoliche in mezzo al mare

Allo studio impianti offshore a 50 chilometri dalla costa. I programmi nel settore delle rinnovabili del grande Paese asiatico e le esperienze nel nord Europa, come la grande centrale irlandese di Arklow.

  Centrale eolica  in mezzo al mare. Ce ne sono anche in Inghilterra, Danimarca e altri Paesi (una quindicina in Europa), ma ora ci sta lavorando anche la Cina. Si tratta di grandi aerogeneratori a circa 50 chilometri dalla costa, in acque profonde sino a 30 metri. Potrebbero essere un fattore chiave nel programma della Cina per lo sfruttamento di fonti d’energia rinnovabili, per ridurre le notevolissime emissioni inquinanti senza dover limitare la forte crescita economica.

  Quali i vantaggi di questa tecnologia? I siti disponibili in Cina sono numerosi e non vi sarebbero interferenze con altre attività umane, a parte l’attenzione alle esigenze di navigazione; inoltre gli impianti sarebbero prossimi alle zone costiere che stanno registrando il maggior boom di incremento della popolazione, ma non sottrarrebbero spazio prezioso allo sviluppo urbanistico, all’agricoltura o ad altri usi. «Gli impianti al largo sarebbero vicini ai principali centri consumatori di energia della Cina orientale, in modo da offrire un grande potenziale per le future esigenze di energia»- ha detto Shi Pengfei, vicepresidente dell’Associazione cinese per l’energia eolica. «Ritengo che nel giro di 20-30 anni una parte significativa dell’energia eolica della Cina sarà offshore».

  Il potenziale da centrali eoliche off-shore è attualmente valutato in circa 750 mila MW, pari al 70% in più del totale della potenza elettrica installata a fine del 2004. In particolare entro il 2020 la Cina punta a disporre di impianti eolici per circa 20 mila MW, equivalenti a circa l’1% della domanda elettrica annua prevista a quella data. I progetti di centrali eoliche off-shore si inquadrano nello sviluppo di fonti alternative, riducendo la dipendenza dal carbone, che soddisfa circa il 67% dei consumi energetici ed il 76% di quelli elettrici nel Paese che ha attualmente la più rapida crescita economica al mondo.

  Una conferma dell’attenzione che la Cina rivolge alle fonti a basso impatto ambientale viene anche dall’interesse per il “villaggio fotovoltaico” del quartiere Cristo di Alessandria, in Piemonte, uno dei più importanti esempi italiani ed europei. A Nanchino, in Cina, la Provincia di Alessandria e la Regione di Nanchino hanno firmato un protocollo d’intenti per creare un quartiere ecoefficiente entro il 2008, in occasione delle Olimpiadi di Pechino (vedi al capitolo sul fotovoltaico).

   Sul fronte dell’eolico in alto mare, molti Paesi si sono già attrezzati, e anche in Italia vi sono progetti, ad esempio per installare aerogeneratori sulle piattaforme petrolifere ed estrarre il gas nell’Adriatico e nel Canale di Sicilia. Una delle più recenti centrali eoliche marine è stata inaugurata a maggio in Irlanda, al largo della costa di Arklow. L’impianto - l’Arklow Bank Offshore Wind Park, attualmente da 25 MW - rappresenta la prima centrale eolica offshore di grandi dimensioni e costituisce il primo progetto di questo genere in Irlanda: fra qualche anno, quando saranno installati tutti i 520 MW previsti dal progetto, l’impianto coprirà quasi il 10% della domanda elettrica dell’isola.

  Un maxi progetto eolico off-shore è stato intanto varato anche in Gran Bretagna, al largo del Tamigi. Verrà realizzato da un consorzio internazionale costituito dalla divisione Energie Rinnovabili di Royal Dutch/Shell, da E.ON UK Renewables e dalla società mista anglo-danese Core. Il progetto prevede l’entrata in servizio nel 2011 di 270 turbine, per una potenza complessiva di 1.000 MW, in grado cioè di soddisfare un quarto della domanda elettrica di Londra.

  Secondo un recente rapporto di Greenpeace, la produzione di energia eolica offshore potrebbe coprire il 10% del fabbisogno energetico europeo entro il 2020. Nello studio “Offshore Wind - Implementing a new Power House for Europe”, l’associazione ambientalista sollecita azioni urgenti sul piano politico, tecnico e ambientale, come pure sul piano delle infrastrutture di rete, per costruire centrali ecologiche e integrarle nel sistema di produzione energetica. Secondo Greenpeace si potrebbero installare 70 mila MW di potenza eolica off-shore in Europa.

[fonte:Lorenza Gallotti /e-gazette]

 

Esempio di MICROGENERATORE EOLICO

Microgeneratore eolico,  caratteristiche

 

Il generatore eolico portatile WIND CHARGER 1/20 è un nuovo prodotto SOCO progettato e realizzato per applicazioni mobili per la ricarica di batterie di notebook, telefoni satellitari, videocamere ecc. Completamente smontabile e racchiuso in una borsa/sacca eroga fino a 20 W con velocità del vento da 2 a 16 m/sec.

Un microgeneratore eolico prodotto in Italia. Ha l’involucro in vetroresina e una dinamo con indotto protetto contro le corrosioni. L’intero supporto in acciaio inox. Risponde in pieno alle sollecitazioni elettromeccaniche ed alla corrosione dell’ambiente marino. Si allinea verso tutte le direzioni del vento. Nel caso di venti forti l’elica resta a velocità limitata grazie all’azione frenante esercitata dalla sua dinamo potente.

E’ dotato di un convertitore elettronico per compiere una serie di funzioni preziose quali:

·Pieno recupero dell’energia posseduta dal vento anche quando spira a velocità ridotta

·Utilizzazione razionale delle batterie di accumulo, grazie all’uso di un relè voltometrico

·Monitoraggio dello stato di servizio con l’uso di led colorati. Corrente erogata in Ampere in funzione della velocità del vento.

·Corrente erogabile oltre 10 Ampere a 12 Volt per velocità del vento superiore a 30 nodi

·Velocità minima del vento utile 4 nodi

·Elica bipala realizzata in duralluminio, a richiesta in policarbonato trasparente.

·Diametro dell’elica sul modello standard 80 cm.

·Orientamento automatico illimitato secondo qualunque direzione del vento

·Peso: 7 kg

·Costo 524 euro

 

 

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Energia dal vento

 ENERGIA EOLICA

Potenza erogata in Italia: 1.850 MW, di cui circa 1200 prodotti nell’Italia meridionale e insulare [soprattutto Sicilia, Puglia, Sardegna, Campania, Abruzzo, Molise]

Potenza che si potrebbe produrre in breve tempo in Italia:  oltre i 10.000 MW                                                                                           

Potenza erogata in Spagna  10.000 MW di potenza

Potenza erogata in Germania 19.000 MW

Il maggior produttore in Europa con l’eolico: Danimarca. Produce il 25% dell’energia elettrica utilizzata. Secondo la Commissione europea l’E. eolica ha avuto un tasso di crescita annuo del 55%. Gli obiettivi sono stati superati 3 anni prima del previsto!

  L’energia del vento (eolica), legata ai movimenti delle masse d’aria tra le zone di alta e bassa pressione atmosferica, è diffusa ovunque sulla Terra.

 

L’energia eolica è una fonte priva di emissioni: la conversione in energia elettrica avviene, infatti, senza alcun rilascio di sostanze nell’atmosfera. In termini di impatto ambientale, l’unica accortezza che è necessario assumere è quella di un corretto inserimento delle centrali (costituite da un insieme di aerogeneratori, a   Tra le nuove fonti rinnovabili è inoltre quella tecnologicamente più matura e più vicina alla competitività economica con le tradizionali fonti di produzione elettrica.  Il costo dell’Energia eolica si è ridotto di 3 volte dal 1981 ad oggi. Ciò spiega il forte sviluppo che sta conoscendo in questi ultimi anni; in particolare nell’Unione Europea, ove la potenza eolica installata (vedi Tabella 23) è la maggiore a livello mondiale. Paesi come la Germania, la Spagna e la Danimarca si pongono all’avanguardia in questo settore, ma è rilevante anche lo sviluppo dell’energia eolica in Italia. Il contributo dell’eolico alla produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili  è quello che ha registrato il maggiore incremento nell’ultimo decennio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La conversione dell’energia eolica in energia elettrica avviene con macchine denominate aerogeneratori, che concettualmente derivano dai tradizionali mulini a vento. Un aerogeneratore, infatti, è costituito da un rotore formato da alcune pale (in genere una, due o tre) fissate su un mozzo e progettate per sottrarre al vento parte della sua energia cinetica. Tramite la rotazione delle pale viene azionato il generatore di energia elettrica. In concreto, però, i moderni aerogeneratori sono macchine realizzate con materiali idonei a resistere a sollecitazioni che - nel caso di quelli  più grandi - sono confrontabili con quelle cui sono sottoposte le ali degli aeroplani. Le estremità delle pale possono infatti raggiungere velocità superiori anche di cinque volte quella del vento e, nel caso di raffiche anomale o di tempeste, ai bordi si possono raggiungere velocità quasi supersoniche. La velocità del vento ha, naturalmente, un ruolo determinante sia nella progettazione delle macchine, sia nella valutazione del potenziale eolico di un sito. Ai fini di uno sfruttamento economicamente vantaggioso dell’energia eolica è pertanto  fondamentale  lo studio delle variazioni della velocità del vento in un determinato sito, che deve essere condotto sulla base di osservazioni di lungo periodo.

  In particolare, nello scenario nazionale che vede un forte sviluppo di campi eolici nelle Regioni meridionali, l’Enel – che con l’impianto sperimentale dell’Alta Nurra, in provincia di Sassari, ha dato vita nel 1984 al primo campo eolico italiano - sta perseguendo un programma di sviluppo dell’energia eolica in modo particolare in Sicilia e Sardegna, nell’ambito di una strategia che assegna alle fonti rinnovabili un ruolo crescente nel mix di generazione di energia elettrica.

Quella del vento é una fonte assolutamente pulita, naturale e inesauribile. Tre semplici pale che girano, un generatore, un trasformatore, ed ecco l’energia elettrica. Nessun rumore, costi contenuti, un alto rendimento. In Italia l’eolico è però in faticoso progresso. Attualmente si producono circa 1.850 MWatt, e la liberalizzazione del mercato ha aperto debolmente a settori privati e aziende straniere. Maggiore produttore di energia  eolica in Italia è la Sicilia. Tra Enel e privati lavorano 10 centrali che gli americani chiamano fattorie del vento.