




|
Il Petrolio |
|
Per contattarci rapidamente: informazioni, conferenze, convegni, progetti Tel.: 049 8648301 - 347 4418930 E-mail: ALBAMAGICA@iol.it |
|
Importazione di petrolio e semilavorati - Italia (Migliaia di tonnellate) |
|
Petrolio: produzione mondiale di greggio (Milioni di barili al giorno)
|

|
Petrolio: produzione mondiale di greggio (Migliaia di barili al giorno) |
|
Petrolio: riserve accertate di greggio (Miliardi di barili) |
|
La distribuzione mondiale delle riserve accertate di petrolio indica una forte concentrazione (oltre il 66%) nel Medio Oriente e in alcune aree dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa orientale, mentre molto più modesti sono i giacimenti nelle altre aree del Pianeta (Grafico 6-riserve di petrolio).
Nonostante la lenta erosione che sta conoscendo la sua quota sui consumi primari di energia nel mondo, il petrolio è la fonte energetica più utilizzata. Oltre il 37% dei consumi energetici mondiali è assicurato dal petrolio. In particolare, nell’America Centrale e Meridionale i consumi petroliferi rappresentano oltre il 45% del totale, mentre si attestano intorno al 40% nel continente nordamericano, in Africa e nell’Europa occidentale.
All’interno dell’Unione Europea spicca il dato dell’Italia dove i consumi petroliferi rappresentano la quota preponderante (oltre il 48%) del fabbisogno energetico nazionale. Si tratta di un “primato” assai poco consolante per la fattura energetica nazionale (vedi Tabella 3), ove il petrolio gioca un ruolo preponderante essendo la fonte di energia più costosa. Il petrolio, infatti, come del resto anche le altre fonti fossili, è quasi interamente importato dall’Italia, con un grado di dipendenza dall’estero stabilmente superiore al 93%. In particolare, l’approvvigionamento nazionale di petrolio è assicurato per circa il 70% dal Medio Oriente e dal Nord Africa e, per la quota restante, dalla Federazione Russa e da altri Paesi europei.
|
|
Energia e Coscienza
La conclusione cui si giunge con ragionevole certezza è che il petrolio – come materia prima - continuerà ad essere prodotto e venduto forse ancora per decenni. Ma ciò non è sostenibile per il pianeta, e occorre vedere se la coscienza individuale e collettiva riuscirà a fermare l’uso comunque di risorse non rinnovabili e altamente inquinanti. Gli effetti dell’inquinamento infatti seguono altre velocità e l’effetto serra, per esempio, ha determinato in pochi anni una tale serie di effetti a cascata che è necessaria una ‘terapia d’urto’ e non un semplice inseguimento della diminuzione di energia dal petrolio o dal nucleare o dal carbone e dal gas. La posta in gioco è altissima, e si gioca in gran parte sul FATTORE TEMPO. Sei o sette anni ad iniziare da subito, per drastici interventi e una forte inversione di tendenza in campo energetico (naturalmente in correlazione con gli altri campi e sotto i vari aspetti). Altrimenti ci sarà un’ulteriore accelerazione verso il previsto punto caos, con l’aumentare vertiginoso delle incognite in un panorama mai visto prima nella storia umana e del pianeta e un crack in un punto e modi poco prevedibili. Uno scenario per niente tranquillizzante, soprattutto per un Paese come il nostro. |