ENERGIA E AMBIENTE

 

  Gli effetti e le conseguenze diretti e indiretti sull’ambiente collegati alla produzione di energia sono innumerevoli.

Con diretti intendiamo quelli dovuti alle emissioni nel consumo dei prodotti che generano energia.

Con indiretti intendiamo tutti quegli effetti dannosi sia per la salute dei viventi che per l’ambiente dovuti al ciclo di estrazione e scarto dei prodotti energetici. Inquinamento chimico e fisico hanno portato a numerosi effetti dannosi sia sull’ambiente che sulla salute dell’uomo e degli esseri viventi.

Gli effetti: serra, buco nello strato di ozono e suo assottigliamento complessivo, inquinamento radioattivo, inquinamento dei terreni, aria e acque, aumento di forme di malattie come tumori e abbassamento delle capacità immunitarie dell’organismo, la stessa estinzione di numerose specie animali e vegetali; sono in gran parte legati all’inquinamento fisico e chimico prodotto in moltissimi modi. All’immissione di enormi quantità di materiali dannosi per la salute e per l’ambiente nel corso dell’estrazione di prodotti energetici, della produzione di energia, e delle immissioni nell’ambiente degli scarti, si devono le alterazioni di ambienti terrestri, marini e dell’aria sempre meno reversibili che si orientano verso un PUNTO CRITICO COMPLESSIVO valutato ormai in pochi anni.

 

EFFETTI  A CASCATA

 

  Con effetti a cascata si intende il moltiplicarsi di effetti dovuti inizialmente a pochi di essi fino ad una moltiplicazione esponenziale. E’ un tipico processo NON LINEARE, le cui conseguenze sono sempre più imprevedibili e incontrollabili ad ogni passaggio da un effetto ai successivi con moltiplicazione di effetti dovuti a quelli primari (anche se inizialmente uno solo o pochi) e secondari.

  Un esempio di cui in questi ultimi mesi si sta parlando molto chiarisce cosa si intende--->   All’immisione di gas serra (come l’anidride carbonica CO2 emessa dalle auto con motore a scoppio e il metano del gas da riscaldamento) é dovuto il cosiddetto Effetto Serra  - che provoca un innalzamento della temperatuta media del pianeta (anche se di pochi decimi di grado/l’anno - ma ricordiamo l’effetto ‘farfalla’).

 

  Da questo riscaldamento conseguono successivamente (a cascata) una serie di effetti secondari, tra cui:

-aumento dei cicloni e della loro intensità/scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari/alleggerimento di parti della zolla e aumento dello sgretolamento delle rocce e anche in alcuni casi di altezza delle montagne/aumento della probabilità di terremoti/innalzamento delle montagne che si liberano dei ghiacciai/desertificazione/aumento del livelo del mare/alterazioni climatiche a catena come El Nino e le alterazione dell’anticiclone delle Azzorre con effetti ormai significativi sulla instabilità climatica di tutta l’area dell’Europa, dall’Atlantico al medioriente-CentroAsia con un periodo di instabilità climatica fino ad un prevedibile punto critico;

 

-emigrazione di centinaia di specie marine con alterazioni degli ecosistemi e conseguenze sulle economie di scala in tutti i continenti- Estinzione accelerata di centinaia di specie animali e vegetali.

- Alterazioni delle correnti marine principali come la corrente del golfo con ripercussioni su numerosissimi paesi e sui cambiamenti climatici in generale

- Alterazione delle riserve di acqua dolce del pianeta- Desertificazione- Evaporazione accelerata dei grandi e piccoli laghi.

-Conseguenze geologiche non ancora quantificabili- Innalzamento dei livelli del mare.

Come si vede, e solo limitandoci a questi pochi effetti, c’è un effetto a catena che possiamo classificare di almeno 3 tipi (primario, secondario, terziario) come nell’esempio che segue:

 

(effetto  primario)Riscaldamento globale medio-->effetto/i  secondario/i: riscaldamento dei mari, laghi, terreni e aumento del numero e della intensità dei cicloni /scioglimento dei ghiacciai e dei ghiacci polari/alterazioni delle correnti marine/innalzamento dei livelli del mare/desertificazione/evaporazione accelerata di laghi e acque interne/effetto/i 3 terziario/i: emigrazione di specie e alterazione di equilibri degli ecosistemi con una valanga di conseguenze sull’ambiente (viventi e non viventi)- alterazioni climatiche a valanga di imponderabile portata, alterazioni geologiche come l’innalzamento delle montagne a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, ecc.

 

EFFETTI SULLA MICROVITA

 

  In tutto questo panorama si ignora quasi del tutto l’effetto sulla microvita. Si intende qui il complesso di esseri viventi microbici. Sugli effetti dell’inquinamento su di essi esistono solo valutazioni di impatto come quelli fatti dal sottoscritto sulla base degli studi dell’UNSCEAR (organismo delle Nazioni Unite che si interessa del monitoraggio degli effetti delle radiazioni ionizzanti e in particolare nucleari sulle popolazioni). Possiamo considerare sulla base delle evidenze le seguenti conseguenze su cui non è possibile allo stato poter fare delle valutazioni quantitative affidabili per insufficienza di ricerche e di dati:

*alterazioni genetiche (mutazioni, loro numero e velocità) in numero maggiore del normale andamento precedente all’inquinamento fisico e chimico dell’ambiente naturale planetario. Un esempio è l’effetto dell’inquinamento fisico dovuto alle radiazioni nucleari per l’incremento della radioattività ambientale dovuta all’intervento dell’uomo: esplosioni e test nucleari sia militari che industriali, immissione di scorie  radioattive provenienti sia dalla produzione di energia in centrali nucleari che da usi civili come industrie, ospedali, centri di ricerca, ecc.; diversa azione di prodotti radioattivi –radionuclidi artificiali rispetto a quelli naturali e alterazione dei rapporti tra i radionuclidi presenti in natura.

 

INTERAZIONE

 

  L’interazione tra gli effetti sulla microvita (ad esempio il moltiplicarsi più rapido delle mutazioni nei batteri e virus) e gli effetti sugli animali e l’uomo sono scarsamente presi in considerazione e poco conosciuti.

 

La quota di inquinamento fisico e chimico dovuto all’estrazione dei prodotti primari e alla produzione di energia è determinante; solo l’inquinamento chimico dovuto alle auto è del 40% per le città. L’inquinamento dovuto alle centrali che producono energia, al riscaldamento degli ambienti abitati e industrie (abitazioni, servizi, industrie, uffici, ecc.) fa il resto. L’inquinamento nelle fasi dell’estrazione e distribuzione della materia prima – come petrolio, gas, carbone, oltre alla deturpazione degli ambienti sia marini che terrestri e dell’atmosfera, ha frequentemente provocato, oltre alla distruzione delle risorse non rinnovabili, deturpazioni permanenti degli ambienti anche a causa di rovinosi incidenti. L’inquinamento chimico dei mari e laghi, e l’inquinamento fisico per incidenti come quello di Three Mile Island negli USA nel 1979 e di Chernobyl in Ucraina nel 1996, hanno provocato disastri sostanzialmente irreversibili e danni alla salute di decine di milioni di persone. Hanno anche provocato danni calcolati in miliardi di dollari (e di euro) pagati in vario modo dalla comunità internazionale. Oltre ai costi in vite umane (morti e malati) i costi in danaro solo per Chernobyl sono di almeno 1 miliardo di euro e solo per il rifacimento della struttura di contenimento del reattore n. 4 preventivato dal presidente ucraino nel ventennale 2006, come promemoria per l’Europa, è di 1 altro miliardo di euro!.... Il nocciolo del reattore continuerà ad ‘ardere’ fino al suo esaurimento, cioè nel giro di numerosi decenni (sono già vent’anni dall’incidente mentre stiamo scrivendo) e sempre è presente il pericolo di una riesplosione in cui 1400 tonnellate di materiale radioattivo andrebbero ulteriormente disperse in tutta Europa e oltre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Valore etico e non solo materiale dell’ambiente
-Personalità giuridica 
per l’ambiente e per gli animali

  L’ambiente non è un optional: è un valore materiale ed etico. La questione ambientale sta ponendo oggi la necessità di una adeguata formulazione di personalità giuridica da attribuire all’ambiente come anche specificatamente agli animali. 


ECOLOGIA INTEGRALE  PER UN  FUTURO SOSTENIBILE
  Petrolio, gas e carbone sono residui dell’era industriale, ma anche il nucleare dalla fissione. La rivoluzione digitale porta con sé un modo nuovo di costruire città, automobili, palazzi. Con fonti d’energia pulita come sole, vento e idrogeno.Ma anche  con biomasse e geotermia, energia del mare e delle acque.
  La civiltà dell’età industriale è durata un paio di secoli ed è deceduta per asfissia. In verità, non merita neppure un elogio funebre: ha affumicato sei o sette generazioni con le sue ciminiere e i suoi gas di scarico, che finivano dritti nei nostri polmoni o andavano verso il cielo, a creare l’effetto serra. La civiltà post-industriale e post-moderna ha tra i compiti primari l’abbandono definitivo di fonti non rinnovabili e inquinanti e la produzione di energia pulita. Le nuove tecnologie possono essere messe al servizio dell’ambiente, per  creare strutture ecologicamente  valide. Naturalmente se con ecologia si intende sia l’ecologia dell’ambiente fisico che quella dell’‘ambiente’ interno alle coscienze, altrimenti, come stiamo vedendo, le migliori soluzioni materiali non serviranno granché alla risoluzione di problemi o non in tempo. Questo é il senso di una ECOLOGIA INTEGRALE. Per trattare ecologicamnte  l’ambiente ‘esterno’ occorre trattate ecologicamente l’ambiente ‘interiore’. Questa connessione é vitale, inalienabile e insostituibile.
Conclusioni
  Abbiamo elencato una serie di soluzioni per il problema energetico. In un  certo senso potremmo anche affermare paradossalmente che tale problema non esiste! Ovviamente nel senso che esso nasce non tanto da difficoltà tecnologiche ma da difficoltà soggettive umane nella organizzazione e distribuzione delle fonti energetiche e nella ricerca. Anzi, si prospetta dal punto di vista tecnico una disponibilità di energia mai vista nella storia, al dilà delle previsioni e al dilà delle stesse necessità - solo le tecnologie che usano l’energia solare sarebbero sufficienti non a 6,5 miliardi di persone ma a decine di miliardi!  - Ma la ‘soluzione, come i fatti hanno ampiamente dimostrato, non può essere solo tecnologica’, ma INTEGRALE. In un nuovo modo di pensare occorre abbandonare questa illusione, che le soluzioni per l’energia, per l’ambiente che per la povertà e la salute di così gran parte dell’umanità, sia solo sul piano tecnologico-materiale. La soluzione é anzitutto nella trasformaziione del modo di pensare e agire, cioè nelle coscienze.
 Senza la costruzione - INSIEME agli aspetti tecnologici  e altri aspetti materiali - di una coscienza adeguata (che esige tempi e metodi ben diversi di quelli necessari per una struttura tecnologico-economica) le migliori ricerche potrebbero servire per i peggiori usi o semplicemente per escludere ulteriormente la grande massa dell’umanità dall’uso anche minimo dei beni e per l’arricchimento di pochi come avviene oggi malgrado si produca tanto cibo che potrebbe soddisfare i  6,5 miliardi di persone e una piccola parte dell’Umanità utilizza tanta energia che sarebbe sufficiente per  tutti.
  La sottovalutazione dell’aspetto interiore, individuale e collettivo, è l’aspetto eclatante della dissociazione sempre più grave tra crescita dei  beni materiali a disposizione e crescita delle tensioni e non risoluzione di problemi essenziali, spesso nemmeno per quei problemi, come appunto il problema energetico, per cui le soluzioni ci sono.
Queste indicazioni vanno prese nella loro integralità. 

  Chi considerasse solo l’aspetto ‘tecnico’ esteriore senza l’aspetto della ‘visione interiore’ dei valori per un mondo pstmoderno che integri e sviluppi - anche con la tecnologia ma non solo con essa! -  i migliori risultati delle civiltà umane ‘dentro’ di sé e non solo al-      l’‘esterno’, farebbe ambientalismo riduzionista che non può andare oltre i limiti manifestati in tutto il mondo. Non si coglierebbe così l’immenso sforzo di miliardi di persone che amano la natura, l’ambiente, ma sanno anche che l’ambiente interiore non può essere negletto: sempre se si vuole un presente ed un avvenire sani e si vuole correggere le storture in cui si vive nel rapporto sociale come con la natura. Così come individualità e collettività non possono essere trascurate, ma contemperarsi in un corretto equilibrio dinamico di cui non bisogna trascurare la complessità per sostituirvi finte ‘semplicità’ con finte ‘soluzioni’. Abbiamo creato questa complessità e spetta a noi affrontarla quale essa é. Spetta a ciascuno, non solo ai ‘delegati’.
  Interiorità ed esteriorità, individualità e collettività sono termini in continua interazione di un approccio integrale. 
Tanto più su problemi in cui é in gioco ‘tutto’, ma proprio tutto!

  Altrimenti si fallirebbe inevitabilmente nello scopo di costruire un mondo sostenibile. E forse non ci sarebbe più tempo per riprovare.

Sostenibile si intende tanto per l’ambiente quanto per la società umana sia collettivamente che individualmente, negli aspetti esterni e in quelli interni sia dell’individuo che della collettività. 
Questo significa un mondo fatto di rapporti migliori tra esseri umani e probabilmente con quanti incontreremo nell’universo all’inizio di una nuova espansione dell’umanità, nello spazio cosmico, che speriamo pacifica. Un mondo fatto di responsabilità postmoderna.

Fonti rinnovabili,

fonti non rinnovabili: valutazioni complessive e anche economiche

  Questa valutazione ingloba anche le questioni dovute al rapporto tra fonti rinnovabili e fonti non rinnovabili e le valutazioni anche economiche. E’ infatti evidente che un prodotto energetico rinnovabile e un prodotto non rinnovabile, anche se avessero lo stesso costo di produzione, di messa in opera e di riciclaggio dei rifiuti, non possono essere considerati con lo stesso costo in  danaro anche a parità di tutti i fattori sopra precisati. Ciò dimostra che una valutazione solo ‘economica’ è inesistente ed è un puro e semplice artifizio riduttivo o anche una ‘falsificazione concettuale’ per determinare in modo precostituito i costi (ad esempio, per fare apparire più basso il costo di una fonte energetica come una centrale nucleare a fissione o una ad olii combustibili o a carbone) e presentarli come ‘più convenienti’ un confronto con altre fonti, in questo caso rinnovabili e sostanzialmente non inquinanti o con effetti inquinanti notevolmente inferiori e meno disastrosi (per esempio una centrale idroelettrica provoca danni sulla orografia dell’ambiente, rischi per le persone che vivono a valle di una diga, come dimostrò la diga del Vajont, e per i beni economici e attività a rischio).

 

E’ ormai evidente da tempo che le valutazioni sui costi e relativi confronti che vengono presentati pubblicamente dagli enti preposti parte dei costi effettivi. Tali ‘costi’ ufficiali non li riportiamo per queste ragioni, sono essenzialmente inattendibili e parziali. E’ necessario anzitutto, per una valutazione sulle scelte concrete, rivedere questi calcoli tenendo conto di tutti i fattori che incidono. Non crediamo che la depressione anche psicologico-spirituale di cento milioni di persone coinvolte con Chernobyl e i suicidi collegati non contino niente anche in termini di costi economici e sociali. E tutti gli altri costi, poi, dobbiamo pur calcolarli. Quanto costano le centinaia di incidenti nucleari piccoli e grandi che si  moltiplicano ogni anno e che appaiono solo sui resoconti dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica di Vienna)? Il ragionamento che per gli incidenti d’auto ci sono più morti e feriti di quelli nel ‘nucleare’non sostituisce né annulla la questione, semmai rafforza la necessità di rivedere i costi degli ‘incidenti’ di vario tipo in tutti i campi - anche sociale e spirituale-psicologico - per ogni aspetto della vita odierna. Il calcolo dell’indennizzo delle assicurazioni per incidenti d’auto può continuare a non tenere in nessun conto le conseguenze sui piani non strettamente materiali che possono segnare la distruzione di una persona - ad esempio in conseguenza della depressione provocata dalla morte di congiunti che viaggiavano insieme?

 

  Inoltre tale ragionamento non tiene conto degli effetti di media e lunga portata. Inquinamenti chimici come quelli di Seveso, di Priolo di Marghera, di Bopal, o fisico come quello radioattivo di Chernobyl, possono avere una vastità e una durata, ma anche una profondità di impatto, completamente diversi e anche la quantità del danno non può essere limitata come per l’incidente d’auto. Una durata del danno di decenni - per le conseguenzre dovute alla radioattività - secoli e millenni (anche miliardi di anni per alcuni inquinamenti radioattivi, come per uranio e plutonio delle centrali), non è la stessa cosa della durata, pur con tutte le relative conseguenze, del danno provocato da un incidente automobilistico. Qualità e quantità del danno non hanno comunque allo stato un’adeguata valutazione e le tabelle delle valutazione dei soli ‘costi economici’ sono esse stesse sostanzialmente falsate per i motivi suddetti oltre che per la ragioni di carattere generale per gli stessi costi economici. Spetta al cittadino di oggi assumere criteri più adeguati e indurre un cambiamento di prospettiva, altrimenti è inevitabile che l’informazione - ad esempio sul costo dell’energia dalle diverse fonti - sia sostanzialmente non hanno comunque allo stato un’adeguata valutazione e le tabelle delle valutazione dei soli ‘costi economici’ sono esse stesse sostanzialmente falsate per i motivi suddetti oltre che per la ragioni di carattere generale per gli stessi costi economici. Spetta al cittadino di oggi assumere criteri più adeguati e indurre un cambiamento di prospettiva, altrimenti è inevitabile che l’informazione - ad esempio sul costo dell’energia dalle diverse fonti - sia sostanzialmente falsata con conseguenze sulle scelte anche economiche e politiche dovute a tale informazione. Cosa che in questo momento non possiamo permetterci. Valutazioni riduttive falsano le prospettive e le scelte con conseguenti danni anche economici immensi (come già avvenuto sul nucleare a livello mondiale), ma creano anche diffidenza, paure e reazioni conseguenti nelle popolazioni, di portata incalcolabile sui piani individuale e collettivo..

Un’impostazione integrale del problema energetico e della sostenibilità integrale è essenziale, altrimenti si accelererà lo sviluppo verso l’instabilità. Impostazioni effettivamente false o comunque riduttive non possono essere ‘intrinsecamente’ all’altezza di offrire adeguate soluzioni al problema ma lo complicano.

 

 

L’AMBIENTE - Fonti rinnovabili -  Effetti dell’inquinamento

 

PER UN'ETICA AMBIENTALE

Il legame tra Energia e Ambiente

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