Estratti e comunicati

 

Clima/ Approvato il rapporto intergovernativo Onu sui cambiamenti globali

Venerdí 06.04.2007 16:50

Rischio carestia per 61 nazioni

Il nostro pianeta si sta lentamente essiccando per colpa del surriscaldamento: tra 50 anni non ci saranno più pioggia e neve, mentre l'innalzamento delle temperature causerà migliaia di vittime. Lo sostiene il rapporto intergovernativo Onu presentato a Bruxelles. Il Wwf: la politica intervenga al più presto. Rischio carestia per 61 paesi.

 

E' stato approvato alla Conferenza sul clima di Bruxelles il rapporto del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (organismo delle Nazioni unite) che lancia un grave allarme sulle conseguenze dell'effetto serra. "Abbiamo un rapporto approvato", ha riferito ai giornalisti il presidente del Comitato, Rajendra Pachauri. E' stata una lunga notte ma "produttiva", ha detto lo scienziato, sottolineando che il rapporto è "un buon documento". La presentazione del documento di 1.400 pagine stilato da 2.500 scienziati era stata rinviata di qualche ora per il veto posto dai delegati di Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita, che hanno definito il testo "troppo duro". Il Rapporto sui "Cambiamenti climatici 2007" è frutto di sei anni di lavoro e punta il dito contro il surriscaldamento globale causato dalle attività umane degli ultimi decenni, che metterebbe a serio rischio di carestia 61 paesi nel mondo entro il prossimo secolo. Gli scenari delineati nella bozza dello studio e circolati sui media nell'ultimo mese, prevedono che già tra venti anni centinaia di milioni di persone rimarranno senza acqua,mentre epidemie come la malaria si estenderanno anche in zone non tropicali. Nel 2050 l'Europa potrebbe perdere tutti i suoi ghiacciai e nel 2100 metà della vegetazione mondiale potrebbero essere estinta.

 

SALUTE A RISCHIO-Il cambiamento climatico causato dall'emissione di gas serra danneggia soprattutto la salute e i governi del mondo devono pianificare misure di sanità pubblica per aiutare i cittadini a fronteggiare le nuove minacce. E' il monito lanciato dall'ufficio europeo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della pubblicazione a Bruxelles del rapporto dell'Ipcc. Il rapporto, spiega una nota dell'Oms, (Organizzazione Mondiale della Sanità) "fornisce uno stato sul cambiamento climatico e attesta che l'impatto sulla salute umana è uno degli effetti più importanti". Già oggi, secondo gli esperti dell'agenzia dell'Onu per la Salute, sperimentiamo su scala minore quello che accadrà in futuro e un primo esempio sono i 35 mila morti causati dall'ondata di calore dell'estate del 2003. In futuro la salute dell'umanità sarà messa a rischio dall'aumento della malnutrizione e dei relativi rischi di malattie infettive e respiratorie, dalle malattie e dagli incidenti causati da eventi climatici estremi, come alluvioni, siccità e ondate di calore, l'aumento delle malattie diarroiche legate al cibo e all'acqua, l'impennata della frequenza delle malattie cardiorespiratorie causate da un'alta concentrazione di ozono sulla superficie terrestre e il cambiamento di distribuzione geografica di alcune piante e delle relative malattie.

 

Clima/ In Europa si acuirà la differenza Nord-Sud

Venerdí 06.04.2007


Un'Europa meridionale sempre più arida, impoverita dalla contrazione del turismo estivo e delle coltivazioni e afflitta da ondate di calore senza precedenti e incendi, e un'Europa del nord sempre più verde di foreste, più fertile e più mite, ma più soggetta a inondazioni. E' questo lo scenario che porterà il surriscaldamento del pianeta, descritto dal rapporto della commissione integovernativa sul cambiamento climatico (Ipcc), pubblicato a Bruxelles. "Per la prima volta", si legge nel paragrafo dedicato all'Europa, "una grande varietà di impatti causati dal cambimento climativo in corso sono stati documentati: ritiro dei ghiacciai, cambiamento delle specie animali e vegetali e impatti sulla salute dovuti a ondate di calore senza precedenti".

Stando agli oltre 2.500 scienziati di tutto il mondo che nei quattro giorni di lavori a Bruxelles hanno stilato il testo del rapporto, concordando e dibattendo parola per parola, "si prevede che quasi tutte le regioni europee saranno influenzate negativamente dal cambiamento climatico e vi saranno problemi in molti settori economici". Lo stravolgimento del clima del pianeta, continua il testo, "amplificherà le differenze regionali delle risorse naturali e delle ricchezze dell'Europa". Nel sud del Continente infatti 'si prevede che il cambiamento climatico peggiori le condizioni del tempo (alte temperature e siccita') in una regione già vulnerabile alla variabilità del clima". Il risultato è che "si ridurrà la disponibilità di acqua, il potenziale idroelettrico, il turismo estivo e in generale la produttività delle coltivazioni". Inoltre è previsto "un aumento dei rischi per la salute dovuto a ondate di caldo e un aumento della frequenza di incendi".

Nell'Europa centrale e dell'est "è prevista una diminuzione delle precipitazioni", delle ondate di caldo rischiose per la salute e un declino della capacita' rigenerativa delle foreste. Il bilancio delle conseguenze dei cambiamenti climatici per il nord Europa è invece più controverso, spiega il rapporto, ma nel lungo termine sempre negativo. Il surriscaldamento globale infatti porterà alle alte latitudini del Continente "alcuni benefici, come una ridotta domanda di riscaldamento, una maggiore abbondanza dei raccolti e un'aumentata produttività delle foreste". Tuttavia, avvertono gli scienziati, nel lungo termine "gli aspetti negativi probabilmente supereranno quelli positivi". Il rischio è di un aumento delle inondazioni invernali, di ecosistemi indeboliti e di una maggiore instabilità dei terreni'.

 

Clima/ Dimas, il rapporto dà sostegno alle battaglie dell'Ue

Venerdí 06.04.2007


Il rapporto dell'Ipcc, il panel intergovernativo su cambiamento climatico, approvato

a Bruxelles fornisce ulteriore sostegno all'obiettivo dell'Unione europea di limitare il riscaldamento globale a non più di due gradi al di sopra dei livelli preindustriali. Lo ha sottolineato il commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas. Il rapporto dell'Ipcc, spiega Dimas in una nota, "definisce molto chiaramente le conseguenze severe che il cambiamento climatico avrà su tutti noi" e questo "sottolinea quanto sia urgente raggiungere un accordo globale sulla riduzione dei gas serra, sia quanto sia importante per tutti adattarsi al cambiamento climatico già in corso'.

Lo studio elaborato dagli scienziati di tutto il mondo, ricorda il commissario europeo, "mostra molte delle serie conseguenze che si avrebbero se il riscaldamento globale eccedesse l'obiettivo dell'Ue dei due gradi centigradi sopra i livelli preindustriali". Ad oggi "la temperatura è già 0,8 gradi sopra quel livello e quindi il mondo deve agire in fretta se vogliamo riuscire a stabilizzare il cambiamento climatico e prevenire i suoi peggiori impatti". Dimas ha anche annunciato che prima dell'estate la Commissione europea presenterà un Libro verde sull'adattamento al cambiamento climatico per focalizzare l'attenzione sulle aree dove c'è più bisogno.

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6/4/07 Roma

Comunicato ministro Ambiente italiano

 

"L'allarme contenuto nel nuovo rapporto Ipcc è drammatico, per gli effetti sulla salute, l'ambiente e l'economia. I cambiamenti climatici sono la principale emergenza planetaria. Quindi non ci sono più alibi, l'Onu deve occuparsene". Lo ha dichiarato il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, commentando i risultati emersi dalla nuova sessione di lavoro degli esperti dell'Ipcc resi noti a Bruxelles e dedicati agli effetti dei cambiamenti climatici.

"L'economia e la politica - ha aggiunto il ministro - debbono realizzare una svolta ecologista per evitare di spingere il pianeta al collasso. Anche per l'Italia le previsioni sono pesantissime: ambiente, agricoltura e turismo rischiano danni enormi in assenza di risposte forti".

"L'aumento dei fenomeni di siccità, la progressiva riduzione di disponibilità di acqua, lo spostamento a Nord degli ecosistemi e l'aggressione alle nostre coste non lasciano spazio ad alibi o incertezze. Le iniziative vincolanti per la mitigazione e una nuova pianificazione per l'adattamento sono necessità che governi e mondo produttivo debbono accogliere come prioritarie nell'immediato. La decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu di inserire nella propria agenda l'allarme clima è quindi positiva. E' evidente infatti - conclude Pecoraro Scanio - che un'assunzione di responsabilità da parte delle Nazioni Unite è oggi necessaria e adeguata alla gravità del problema".

 

Clima/ Studio inglese, la Terra diverrà un inferno

Venerdí 16.03.2007


Città sommerse, un terzo del mondo desertificato e gli esseri umani in guerra per conquistare acqua e cibo. E' questo il futuro della terra tracciato da Mark Lynas nel libro "Sei gradi: il nostro futuro su un pianeta più caldo" (Six degrees: our future on a hotter planet, HarperCollins) di cui un ampio estratto è pubblicato su The Sunday Times Magazine. L'autore presenta i diversi scenari in base ai gradi di riscaldamento del pianeta, in una scala compresa tra 1 e 6 gradi. Le intuizioni più terrificanti sul futuro della terra sono tratte dalle indagini paleoclimatiche e la conclusione è che il pianeta è diretto a trasformarsi nel "sesto cerchio dell'Inferno": invece di continuare ad assorbire e trattenere gas serra la natura li vomiterà di getto; i gas accumulati per migliaia di anni saranno rilasciati in soffiate infuocate capaci di incenerire intere città.

Ma vediamo cosa viene prospettato grado per grado. - Fino a 1 grado di riscaldamento. Anche se le emissioni di gas serra si fermassero questa notte, e non ci sono chance che questo accada, le concentrazioni già presenti nell'atmosfera porterebbero comunque ad un aumento globale della temperatura da mezzo a 1 grado con gravi conseguenze per l'ambiente. Le possibilità di evitare il rialzo di 1 grado sono quindi pari a zero. Seimila anni fa -osserva Lynas - quando il mondo era 1 grado più caldo di quello che è adesso, il cuore agricolo dell'America vicino al Nebraska era un deserto. L'aumento di 1 grado eliminerà acqua fresca da 1/3 della superficie mondiale entro il 2100, farà seccare i fiumi e allagare completamente le coste basse. - Da 1 a 2 gradi: i cittadini europei saranno vittime di colpi di sole, le foreste veranno distrutte dal fuoco, le piante cominceranno ad emettere il monossido di carbonio invece di assorbirlo, un terzo di tutte le specie si avvieranno verso l'estinzione.

 La calda estate del 2003 (che in tutta Europa si ritiene abbia causato tra 22 e 35 mila morti) sarà normale ogni anno. Le ondate di caldo saranno di intensità sahariane e l'agricoltura ne uscirà devastata. Il Centro Hadley per i Cambiamenti Climatici della Gran Bretagna stima che la metà delle estati europee entro il 2040 saranno più calde di quella del 2003. L'aumento del livello del mare sarà superiore a quello di mezzo metro previsto dall'Ipcc per la fine del secolo. I ghiacciai della Groenlandia si scioglieranno entro 140 anni e scompariranno nell'acqua Miami, New York, il centro di Londra. Metà dell'umanità dovrebbe spostarsi verso territori più alti.

 

Clima/ Studio inglese, la Terra diverrà un inferno

Venerdí 16.03.2007

Quando le temperature raggiungeranno 2 gradi, nel 2050, più di un terzo di tutte le specie viventi saranno a rischio di estinzione. Le probabilità di evitare l'aumento di 2 gradi sono - secondo lo studioso - del 93%, ma solo se le emissioni di gas serra saranno ridotte del 60% nei prossimi 10 anni. - Da 2 a 3 gradi: il rilascio del monossido di carbonio dalla vegetazione e dalla terra accelererà il riscaldamento globale, la foresta amazzonica morirà, mega-uragani si abbateranno sulle città delle coste, l'Africa morirà di fame.

Mentre la terra brucerà il mare continuerà a salire; grandi flussi di popolazione affamata si sposteranno alla ricerca di cibo dall'America centrale al Messico e agli Usa e dall'Africa verso l'Europa, dove nuovi partiti di stampo fascista otterranno la maggioranza, promettendo di tenere tutti gli stranieri fuori dalle frontiere. Le probabilità di evitare 3 gradi sono poche se il rialzo arriverà a 2 gradi, innescando il ciclo di emissione carbonica dal terreno e dalle piante. -Da 3a 4 gradi: i flussi d'acqua derivanti dallo scioglimento dei ghiacciai perenni (permafrost) faranno sì che il riscaldamento globale sia inarrestabile. La maggior parte della Gran Bretagna non sarà abitabile a causa dei gravi allagamenti e l'area del mediterraneo verrà abbandonata. Le probabilità di evitare questo aumento sono poche se l'aumento delle temperature arriverà a 3 gradi, innesca il meccanismo di scioglimento del permafrost.

Fino a 5 gradi: il metano dai sottofondi oceanici accelererà ulteriormente il riscaldamento globale, il ghiaccio si sarà sciolto completamente nei due poli, gli esseri umani migreranno alla ricerca di cibo. I rifiugiati saranno milioni perché tutti scapperanno dagli insediamenti costieri. Le estati diventeranno sempre più lunghe e trasformeranno le città in camere mortuarie bollenti. Le possibilità di evitare l'aumento di 5 gradi è risibile se si è arrivati a 4 gradi. -Fino a 6 gradi: la vita sulla terra finirà con tempeste apocalittiche, inondazioni, gas sulfurei e palle di fuoco di metano si scateneranno sul pianeta con la forza di bombe atomiche. Solo i funghi sopravviveranno.

 

 

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IL  CLIMA. Le variazioni

PER UN'ETICA AMBIENTALE

Le emissioni sia fisiche che chimiche di vario tipo nel suolo, nelle acque, nell’atmosfera si considerano inquinanti tutte le volte che provocano alterazioni dannose per la salute e per l’esistenza stessa dei viventi e degli ecosistemi, così come per la geomorfologia dell’ambiente (disastri geologici).

Emissioni radioattive indotte dalle attività umane, ma anche onde elettromagnetiche di varie intensità, come rumori e altri agenti fisici sono considerati inquinanti fisici. Materie chimiche di svariati tipi allo stato solido, liquido e gassoso immessi nell’ambiente naturale sono inquinanti chimici soprattutto quando non sono degradabili (non si trasformano in sostanze non inquinanti).

Una parte dell’inquinamento fisico e chimico ha contribuito a provocare vaste e profonde alterazioni del clima sia nelle regioni dove gli inquinanti sono immessi in particolare nell’atmosfera (come in Europa, Asia, America), sia in altre regioni anche molto lontane e prive di emissioni (come ai poli).

 

Esempi degli effetti dell’inquinamento globale sono: il buco nella fascia d’ozono particolarmente vasto al polo sud -  ma anche l’assottigliamento di tutta la fascia di ozono che protegge la Terra e filtra i raggi solari-; lo scioglimento dei ghiacci polari e di ghiacciai nei vari continenti a tutte le latitudini; l’aumento dei livelli delle acque degli oceani; e tutta una serie di conseguenze a vari livelli, dall’influenza sugli ecosistemi ad alterazioni geologiche consistenti, al riscaldamento globale, alla siccità cresciuta in vaste aree del pianeta.

Casella di testo: Conferenza sul clima di Bruxelles -  Il rapporto dell’IPCC — IV rapporto, Parigi 2 febbraio 2007, e rapporto della sessione successiva del 6 aprile 2007 
Questo rapporto ha segnato una svolta perché ha messo a punto un consistente studio approfondito dei cambiamenti climatici e dei suoi effetti. L’IPCC ha inoltre dichiarato una serie di effettivi pericoli e di contromisure nella stessa sessione successiva del 6 aprile 2007. Ne riportiamo l’essenziale in questa e altre pagine.   L’intero rapporto si può scaricare dal sito
 
Casella di testo:   La situazione climatica e le emissioni   
  inquinanti -  Il rapporto dell’IPCC Intergovernamental Panel on Climate Change l’istituzione intergovernativa dell’ONU costituita da circa 2500 scienziati incaricata di studiare i cambiamenti climatici, le cause  e gli effetti.

Il gruppo di esperti intergovernativo sul cambiamento del clima, l’IPCC, è stato costituito da WMO e UNEP* per valutare le informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche relative alla comprensione del cambiamento del clima, ai relativi effetti potenziali e le opzioni per l’adattamento e l’attenuazione. Attualmente sta finendo il relativo rapporto “Cambiamento climatico 2007” quarto rapporto di valutazione del clima. I rapporti provenienti dai tre gruppi di lavoro forniscono una completo e aggiornata valutazione dello stato corrente della conoscenza sul cambiamento del clima. Il rapporto di sintesi integra le informazioni intorno a sei temi. *[World Meteorological Organization WMO, organizzazione meteorologica mondiale-United Nations Environment Programme UNEP, progetto ambiente delle Nazioni Unite]

http://www.ipcc.ch/